Razionalizzazione della spesa

15 AGO 20
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Parlare di razionalizzazione anziché di revisione della spesa puòsembrare più appropriato. Se si pensa al concetto di sunk costs, costisommersi, che si sopportano comunque indipendentemente dall'attività, sipotrebbe fare qualche ragionamento sul taglio delle spese per la sicurezza.Prendiamo la difesa, dove si parla solo o quasi di F35: molti militaristanno rientrando dalle missioni all’estero e molti di più ne potrebberorientrare se qualche paese europeo ci desse il cambio, ad esempio in Libano. Ebbene il progressivo ridimensionamento del contingente in Afghnistan riduce i costi ma non li elimina perché se vengono meno quelli variabili,strettamente legati all’azione sul territorio, seguitano a correre quelliche sono stati definiti sommersi (remunerazioni, mense, spese generali….)a fronte dei quali non viene prodotto alcun “ricavo”, inteso in questocaso come servizio. Si può proporre allora che questi militari venganoimpiegati per la sicurezza delle nostre città e dei nostri paesiassegnandone un cero numero al prefetto di ogni capoluogo di regione che li utilizzerà nell’area di sua competenza organizzandoli in pattuglie,ronde, che devono controllare non solo i centri urbani, ma anche le zonerurali dando un forte contributo alle forze dell’ordine che così potrannorisparmiare benzina e manutenzione delle auto (potrebbero muoversi solo su chiamata dei soldati che non dovrebbero avere compiti di polizia, ma solo di controllo e tutela del territorio e garantire una presenza efficace eprofessionalmente di primo piano volta a scoraggiare la criminalità eproteggere e tranquillizzare i cittadini). Contemporaneamente si potrebberidimensionare il numero degli appartenenti ai corpi di pubblica sicurezza,riducendo la relativa spesa, attraverso il mancato, ma rigoroso, rimpiazzodel turnover e lasciando in organico solo quelli più meritevoli e motivati.In definitiva, meno personale (magari meglio pagato), meno spese e serviziomigliore.